21
gennaio 2016

VILLA GINORI ALLA PIAGGETTA

ovvero: come un aristocratico toscano trasformò un terreno sul lago di Massaciuccoli in un sogno esotico capace di sedurre persino Giacomo Puccini
Posted by il 21 gennaio 2016

Per chi ama lo stile liberty la Versilia è uno scrigno che nasconde piccole e grandi meraviglie che aspettano solo di essere scoperte. In un post precedente avevamo già raccontato la storia affascinante di un piccolo gioiello sconosciuto: quel Villino Mezzaluna di Lido di Camaiore che vide sbocciare l’amore tra Marta Abba e Luigi Pirandello. Oggi voglio parlarvi di Villa La Piaggetta, antica residenza della famiglia Ginori Lisci, e del suo splendido parco affacciato sul lago di Massaciuccoli: un originale esempio di villa liberty toscana di cui mi ha immediatamente affascinato lo straordinario rapporto tra la casa e la natura che la circonda.

Vista aerea di Villa Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

La facciata di Villa Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

LE ORIGINI DI VILLA GINORI ALLA PIAGGETTA

Villa Ginori Lisci, sorge a Quiesa nella località detta La Piaggetta da cui ha preso – o forse a cui ha dato? – il nome. Tra le tante importantissime residenze storiche presenti nella provincia di Lucca non è facile spiccare, ma La Piaggetta riesce a farlo per l’unicità della sua posizione: sorge infatti direttamente sulle rive di un canale fiancheggiato da palme e si affaccia sul lago di Massaciuccoli, cui la villa è sempre stata legata da un rapporto indissolubile e inevitabile.

Una rara immagine d'epoca diVilla Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

La primitiva struttura della villa risale alla seconda metà del secolo XVIII, quando nel porticciolo di Massaciuccoli esistevano diversi casolari abitati per lo più da pescatori, e l’edificio originario consisteva in un semplice parallelepipedo ornato da una loggia. Furono i Conti Spada, proprietari del vecchio stabile, e poi i loro parenti Conti Minutoli, ad adibirlo per primi a casino di caccia, attività prediletta dagli aristocratici del tempo che risiedevano in queste zone.

Una rara immagine d'epoca diVilla Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

CARLO BENEDETTO GINORI E LA PIAGGETTA

La storia della villa arriva a una svolta nel 1887, quando il suo destino si incrocia con quello del Marchese Carlo Benedetto Ginori Lisci (1851-1905). Esponente della famiglia Ginori Lisci (celebre per avere dato vita alla famosa manifattura di ceramiche di Doccia, in provincia di Firenze), Carlo Benendetto fu prima deputato (1882-1897) e poi senatore del Regno d’Italia (dal 1901 fino alla morte avvenuta nel 1905). Quando gli si offre l’occasione di acquistare dai Conti Minutoli un vasto terreno sulle rive del lago di Massaciuccoli (che comprendeva anche la località detta La Piaggetta e il casino di caccia), il marchese coglie subito il potenziale di quell’edificio ancora anonimo e decide di avviare una radicale opera di ristrutturazione e di risanamento dei fabbricati e di tutto l’ampio parco che li circonda, che terminerà solo nel 1902.

Per capire quello che deve avere provato Carlo Ginori arrivando a Quiesa penso che basti gettare uno sguardo a questo video da cui è possibile osservare la proprietà dal cielo: prospettiva che penso ne restituisca più di ogni altra il senso di comunione con la selvaggia natura del lago di Massaciuccoli, e la suggestione senza eguali dei suoi colori e dei suoi riflessi.

Quindici anni di lavori mutarono profondamente l’aspetto della villa e della proprietà che la circonda. Lo stile scelto da Carlo Ginori fu quel neogotico toscano che tanto andava di moda in quei tempi: alla semplice facciata originaria si sovrappose una ricca decorazione di mattoni rossi a vista ornata da bifore con colonne in arenaria, mentre parte della loggia venne chiusa per diventare una veranda. Intorno alla villa prese forma una delle grandi passioni e delizie del marchese: il “giardino acclimatato” ricco di piante esotiche che lui stesso trovava durante viaggi in paesi stranieri tra l’Oriente, i Tropici e il Sud America.

Villa Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

La parte probabilmente più suggestiva dell’edificio divenne proprio la spaziosa veranda poggiata sui piloni che annegavano nel canale, con il suo soffitto a cassettoni e i suoi luminosi affacci sul parco da cui il marchese e i suoi ospiti potevano godere tutto l’anno della spettacolare vista del giardino e del lago, in una indovinata comunicazione tra architettura e ambiente, che trovo costituisca ancora oggi il principale pregio della villa di Quiesa. Anche gli interni furono impreziositi con opere di Francesco Fanelli, pittore postmacchiaiolo della cerchia di Silvestro Lega e di Giovanni Fattori, a cui furono commissionate le decorazioni a tempera della sala d’ingresso e i quadri della stanza del biliardo, i cui soggetti traggono ispirazione dal paesaggio lacustre di Massaciuccoli.

Ma gli elementi architetturali che connotano maggiormente La Piaggetta restano le imponenti volte che scavalcano il canale che solca il giardino e si immette nel lago attraverso il palmeto. E’ al riparo da queste volte, in parte sotto la veranda della villa e in parte nel tratto di edificio che collega la villa principale al corpo retrostante, che si trova l’imbarcadero: uno degli elementi più originali e romantici di Villa Ginori, che anche oggi continua ad essere utilizzato come darsena per l’attracco dei barchetti.

Villa Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

La darsena di Villa Ginori. Photo credits: Realparty

L'imbarcadero di Villa Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

La darsena di Villa Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

IL MAESTRO GIACOMO PUCCINI E LA PIAGGETTA

Come era stato per Villa Mezzaluna e Marta Abba, anche la storia della Villa Ginori di Quiesa si intreccia a quella di un personaggio che ha lasciato una traccia importante della sua arte in Versilia: il Maestro Giacomo Puccini. Dal momento in cui la villa passò nelle mani della famiglia Ginori, infatti, essa divenne rapidamente un punto di riferimento per la vita culturale della zona, e vide tra gli abituali frequentatori anche il Maestro Puccini, di casa nella contigua Torre del Lago, e altri uomini di cultura sia italiani che stranieri, come lo scrittore Renato Fucini, il pittore Francesco Fanelli di cui parlavamo poco sopra, e altri artisti come il divisionista Plinio Nomellini e il postmacchiaiolo Raffaello Gambogi, ma anche saltuariamente gli stessi Fattori e Lega.

Tra Carlo Ginori e Giacomo Puccini non tarda a sbocciare una duratura amicizia: entrambi appassionati cacciatori i due sono spesso compagni nelle battute di caccia sul lago, oltre a condividere l’amore per la musica e persino la stessa predilezione per il gusto neogotico, stile tanto gradito anche al Maestro che lo commissionò per la sua villa di Chiatri (dove abitò fino al 1891) e successivamente per il villino di via Buonarroti a Viareggio (dove si trasferì nel 1921).

Le ville neogotiche di Puccini a Chiatri e a Viareggio - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

Le ville neogotiche di Giacomo Puccini a Chiatri (sinistra) e a Viareggio (destra)

Si narra che Puccini facesse tappa alla villa non solo durante le sue battute di caccia, ma anche quando rientrava da Lucca con i suoi acquisti cittadini, per raggiungere con la barca la sua villa di Torre del Lago, che si trova esattamente di fronte a La Piaggetta, sul tratto di costa del lago di Massaciuccoli diametralmente opposto alla villa. Fu da questo stesso pontile, a cui il marchese Ginori gli aveva concesso libero accesso, che salpò anche la barca che trasportò il Maestro ferito in occasione del grave incidente d’auto del 25 febbraio 1903. In segno di stima e di gratitudine Puccini dedicò all’amico una delle sue opere più celebri “La Bohème“, forse anche per ringraziare il marchese di avergli concesso di interrare una piccola porzione del lago per ampliare il giardino della nuova abitazione a Torre del Lago, sorta sulla vecchia casa-torre dove Puccini aveva abitato in affitto sin dal 1891 e che grazie ai primi successi aveva potuto acquistare e ristrutturare.

Il Maestro Giacomo Puccini e il Marchese Carlo Benedetto Ginori Lisci - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

Giacomo Puccini e Carlo Benedetto Ginori Lisci

IL GIARDINO DELLA PIAGGETTA

Più ancora che nell’interessantissima architettura e nelle tipiche decorazioni neogotiche dell’edificio, trovo che il fascino della villa risieda in quella complicità tra la casa e la natura che trova nel giardino la sua espressione più singolare. Anche in questo caso il marchese Carlo Ginori volle imprimere il segno del proprio gusto, emblematico delle aspirazioni estetiche dell’epoca, facendo giungere dall’Oriente, dai tropici e dall’America Latina numerose palme e altri tipi di piante orientali per conferire alla Piaggetta quell’atmosfera esotica che spesso le ville del tempo facevano a gara per assumere.

Il giardino è disseminato da svariate specie di piante provenienti da luoghi lontani, che Carlo Ginori importava talora personalmente dai suoi viaggi: dal Sud America giunsero rari esemplari di Butia Capitata, detta palma della gelatina” dai cui frutti è possibile ricavare gelatine e vino, dall’India arrivarono piante di Lagestroemia Indica detta “lilla delle Indie”, dalla caratteristica corteccia e dalla fioritura esuberante, e ancora dal Giappone la Cryptomeria Japonica, conifera allora inusitata che come le precedenti si è poi facilmente adattata al clima europeo riscontrando nel secolo successivo una notevole diffusione che non ci permette, oggi, di cogliere completamente la portata innovativa del giardino del marchese, né di provare lo stesso stupore che immagino producesse nei suoi ospiti la vegetazione della Piaggetta.

Il palmeto lungo il canale di Villa Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

Un barchetto risale il canale per accedere a Villa La Piaggetta. Photo credits: Realparty

Il palmeto lungo il canale di Villa Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

Il palmeto lungo il canale. Photo credits: M. Lombardi

LA PIAGGETTA OGGI

Oggi mi risulta che La Piaggetta sia stata trasformata in un Bed & Breakfast, oltre a poter essere affittata per ospitare eventi e matrimoni di cui ho intravisto qualche immagine a dir poco suggestiva. Il sito ufficiale in questi giorni risulta sempre offline, ma a giudicare dalla puntualità con cui le recensioni ricevute su Tripadvisor ricevono risposta, direi che l’attività sia pienamente in funzione e più fiorente che mai. Non mi resta che aspettare il mio prossimo weekend versiliese per incamminarmi alla volta di Quiesa e bussare alla sua porta per saperne di più e per vedere con i miei occhi le meraviglie che vi ho raccontato… o sperare che i proprietari intercettino il mio post e che mi invitino loro stessi a scoprire dal vivo questa meraviglia per finire di raccontarvela aggiungendo a questa storia straordinaria il lieto fine che mi aspetto – e che merita – ma che non ho ancora trovato 🙂

Villa Ginori detta La Piaggetta a Quiesa, sul Lago Massaciuccoli - Carefully selected by Gorgonia www.gorgonia.it

La villa oggi. Photo credits: Realparty

Per saperne di più:

  • il sito ufficiale (ahimé sempre offline, ma che conto torni presto accessibile)
  • un articolo di Lo Schermo ricco di informazioni interessanti
  • un testo di Arturo Lini che narra di Quiesa dove ho scoperto alcuni dei dettagli sulla storia della Villa che vi ho raccontato
  • il post che viene citato nel testo dedicato alla Villa Mezzaluna di Lido di Camaiore e all’amore tra Marta Abba e Luigi Pirandello
  • …e se amate le storie di case e anche a voi piace addentrarvi nel rapporto ombelicale che le lega ai propri eccentrici proprietari, vi invito a scoprire lo special in 6 puntate dedicato all’ineguagliabile storia di Villa Arabesque ad Acapulco e del Barone Enrico Di Portanova: un tripudio di immaginazione, ambizione e stravaganze kitsch ben lontano dal colto progetto del marchese Ginori, ma in cui ritroverete lo stesso guizzo di Passione, e lo stesso desiderio di vivere la propria casa come una scenografia unica della propria vita
Francesco Catalano

Marketing manager per passione, interior designer per natura, blogger e autore per destino, vive tra un villaggio nel sud della Francia e l’Emilia Romagna. Direttore Marketing e Comunicazione di Novoceram, la più antica manifattura ceramica francese, studioso di marketing esperienziale e autore del primo libro sui Temporary Store. Accanto all’attività manageriale, svolge anche quella di interior designer nel suo studio dove applica i principi del marketing esperienziale alla progettazione di interni residenziali e commerciali. I suoi progetti hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra cui la prestigiosa Etoile dell’Observeur du Design.
www.francescocatalano.it

8 Responses to “VILLA GINORI ALLA PIAGGETTA”

  1. Emanuela

    Proprio oggi, in occasione della giornata dedicata alla FAI, ho avuto modo di poter visitare e vivere direttamente quanto sapientemente descritto in questo sito. La bellezza architettonica della villa che si fonde naturalmente con quello che doveva essere un meraviglioso giardino, un orto botanico o meglio, con ciò che di esso rimane. Purtroppo tanto la struttura quanto il verde che la contorna (compreso quello che una volta era la scintillante arteria acquea che collegava l’imbarcadero della villa con il lago aperto) sono in un avanzato stato di degrado e di abbandono. Durante questo anno la proprietaria ha dovuto abbattere ben 70 meravigliose palme esotiche centenarie a causa del parassita , il “punteruolo rosso”, che ha commesso un verro stillicidio nel parco della Piaggetta. A nulla sono valsi gli appelli della signora che vi abita e che da sola non dispone di strumenti economici adeguati per manutenzione tutta la struttura. Quel parco oggi è una vera desolazione e delle palme che costeggiavano il canale che immette nel lago oggi non restano che monconi e brandelli. Sarebbe opportuno un intervento sollecito da parte del Ministero dei Beni Culturali al fine di intraprendere immediatamente un’azione di prevenzione e di conservazione adeguata delle palme e delle altre preziose specie presenti nel giardino. Perché queste strutture lasciate (declinando ogni responsabilità) alla buona volontà dei privati, nonostante le migliori intenzioni e i massimi sforzi personali non potranno ancora resistere a lungo. In questo modo rischiamo di perdere giorno dopo giorno parti preziose ed insostituibili di opere d’arte, poi importanti di patrimonio artistico che il mondo intero ci invidia. E non dimentichiamoci che la le nostre opere d’arte sono anche la nostra storia e dunque il nostro passato, e dunque i nostri ricordi. La civiltà di un popolo si evince anche dalla volontà e dalle risorse impiegate nella conservazione e nella valorizzazione del proprio passato.

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    • Francesco Catalano

      Buongiorno Emanuela e grazie per aver letto e apprezzato l’articolo su La Piaggetta.
      Condivido in pieno le tue riflessioni sull’opportunità di sostenere queste testimonianze irripetibili del nostro passato, e trovo anche io che la nostra consapevolezza degli immensi tesori che possediamo in Italia si stia rapidamente perdendo. Personalmente temo che oltre alla miopia e alla poca ambizione delle politiche di valorizzazione turistica e territoriale (che ci hanno fatti precipitare al quinto posto nella classifica delle destinazioni turistiche mondiali, dal primo posto che occupavamo meritatamente fino a una trentina di anni fa), non vada dimenticata la bassa coscienza di questo patrimonio preziosissimo da parte di ognuno di noi. Siamo talmente abituati alla bellezza che ci circonda da non riuscire più ad immedesimarci nello sguardo di meraviglia di un turista straniero, e questo ci rende sempre più incapaci di percepire le opportunità perdute dei nostri beni culturali e la portata di ciò che abbiamo e stiamo perdendo.

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  2. monicamasini

    È una bellissima villa .peccato poco conosciuta , una vista meravigliosa immersa tra il verde e nelle acque che si increspano nel passare delle barche. Ti sembra di essere tornata indietro nei tempi in cui si uscivano mezzi semplici …comunque veramente bella

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    • Francesco Catalano

      Hai proprio ragione Monica: è veramente un incanto… specialmente al tramonto, quando il sole scende a riflettersi sulle acque del lago: indimenticabile!

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  3. jack folla

    Il giardino è quasi complet tamente distrutto nel palmeto dal punteruolo rosso. Non si è intervenuti subito per il costo e ora le stanno abbattendo tutte !

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    • Francesco Catalano

      Ciao Jack, è vero: il giardino ha molto risentito dell’invasione di punteruolo rosso, come tanti altri palmeti del bacino del Mediterraneo, che da alcuni anni è stato colpito duramente da questo vero e proprio flagello. In realtà le proprietarie, Claudia e Donatella, si sono date molto da fare, sia per intervenire puntualmente sia per conoscere e sperimentare i diversi metodi per debellare questo parassita, di cui sono ormai divenute – loro malgrado – grandi esperte. Purtroppo è una lotta difficile 🙁

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  4. Roberta

    Ciao Francesco ho letto con molto piacere il tuo articolo sull’adorata villa Ginori! io abito molto vicino ad essa e penso che sia davvero uno splendore. Purtroppo il punteruolo rosso ha raggiunto le famose palme del giardino uccidendole quasi tutte e trasformando completamente l’ambiente. Non so se hai già visitato la villa ma vorrei dirti che nella giornata del Fai viene aperta al pubblico e si possono vedere anche le sale interne, normalmente chiuse, dove si trovano appunto le opere di Fanelli! Cari saluti

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