03
agosto 2011

TOO HARD TO KEEP: IL BLOG CATARTICO DI JASON LAZARUS

ovvero: come nel blog di un fotografo di Chicago il web diventi uno strumento di liberazione dove seppellire, per sempre, i propri fantasmi irrisolti
Posted by il 03 agosto 2011

Ieri ho celebrato il mio primo vero giorno di vacanze facendo due delle cose che preferisco al mondo: di giorno ho messo un po’ di ordine tra i miei bookmark di internet che avevo accumulato negli ultimi mesi tra i “Preferiti” (ma non riuscivo mai a guardarmi con calma), mentre di sera ho coronato questo stato di grazia assaporandomi una spaghettata-gioiello con i miei amici Gemmi Girl e Mister Mau che mi hanno regalato qualche ora di immersione completa nel mio fluido ideale: l’armonia.

Tra uno spaghetto ai gamberi e melanzane ed uno spericolato excursus tra i progetti futuri di Gemmi, i due furfanti mi hanno rivelato un’idea strepitosa: quella su cui stanno costruendo Spogliamente il loro nascente blog di cui presto sentirete molto parlare (e certamente non solo da me). L’intuizione di base è semplice: mettere a nudo sé stessi – sia nel corpo che nell’anima – raccontando qualcosa che è rimasto in fondo al cuore, senza esibizionismo, ma anzi con la voglia di superare qualche barriera più difficile da abbattere, rimasta in piedi negli anni in attesa dell’ultimo, coraggioso, colpo di spalla.

Una foto difficile da tenere sul blog Too Hard To Keep di Jason LazarusNon voglio anticiparvi nulla di più (almeno finché non sarà online… e in prima fila tra i suggerimenti del mio blogroll) eppure discutere di questo progetto ed ascoltare le prime 5 storie che saranno pubblicate mi ha fatto riflettere sull’interessante uso del web come strumento di liberazione. Naturalmente non mi stupisce scoprire che affidare ad un mezzo di diffusione aperto e globale il racconto di un episodio estremamente intimo della propria vita possa diventare uno strumento catartico. In fondo non ci meravigliamo che confidarsi con un amico rivesta, sin dalla notte dei tempi, una funzione liberatoria, ma anche di crescita e spesso di cura. Certamente però risente del confronto con un unico punto di vista diverso dal nostro, perdipiù ammorbidito dalle affinità e dai sentimenti alla base di ogni amicizia, mentre esporsi di fronte ad un pubblico anonimo – e potenzialmente immenso - amplifica e spersonalizza questo processo psicologico (in sé antico come il mondo) aggiungendovi un potere ed un orizzonte completamente diversi.

E così mi è tornato in mente Too Hard To Keep, un esperimento web indubbiamente controverso ma a mio avviso molto interessante, che proprio ieri mattina avevo ritrovato tra i miei bookmark e che oggi mi viene doppiamente voglia di condividere in questo post. THTK è un blog che il fotografo americano Jason Lazarus ha aperto a chiunque voglia seppellirci i ricordi che fanno più male: quelli incorporati nelle immagini di cui ci si vorrebbe sbarazzare ma che al contempo non è facile gettare semplicemente via. Sono scatti diversi, a cui è cresciuto nel tempo un sottile peduncolo nero che è rimasto ancorato al cuore di chi si ostina a conservarli, e che per paura, nostalgia, amore o, talora, masochismo può essere difficile strappare.

una foto difficile da tenere pubblicata su www.toohardtokeep.com i blog di Jason LazerusJason Lazarus ha deciso così di stringere un patto con coloro che nascondono in fondo ad un cassetto qualche foto ”troppo difficile da conservare”: se accetteranno di inviargliele fisicamente, sarà da quel momento lui stesso ad assumersi la responsabilità di conservarla, in vece dei proprietari, in un apposito ”repository for photographs both too painful to keep and too meaningful to destroy” nel suo ufficio di Chicago. Le foto quindi continueranno ad esistere, senza essere distrutte e se sarà consentito esse verranno immortalate nel blog (dove indubbiamente rimarrà la possibilità di ritrovarle – paradossalmente – per sempre) ma al tempo stesso il loro peso, che il possesso fisico rendeva più stringente e quotidiano, assumerà una nuova dimensione.

un momento spensierato ma difficile da tenere sul blog Too Hard To Keep di Jason LazerusIl patto vale anche per le immagini digitali, rafforzato dalla terapeutica richiesta di cancellarne, in cambio, ogni copia esistente. Il vero e profondo obiettivo di chi aderisce al progetto non è però la sola illusione della scomparsa, dato che digitare l’url del sito può essere ancora più facile che aprire il cassetto in cui sono state sepolte, ma piuttosto non ritrovarsi più soli, a tu per tu con i pezzi di vita che da quelle immagini continuano a sgorgare, come se renderle iperbolicamente pubbliche (come lo è ogni pixel su internet) le trasportasse su un piano diverso, capace di renderle improvvisamente più innocue.

un dettaglio apparentemente insignificante ma difficile da tenere in una foto di Too Hard To Kepp di Jason LazarusLe immagini inviate a THTK (o imbucate nei drop box accolti dalle istituzioni partner come la Illinois State University o Hyde Park Art Center) sono tante e molto diverse: a volte ritraggono persone, altre volte luoghi, più spesso dettagli apparentemente banali, ma evidentemente molto densi di significato per chi ha scelto di sbarazzarsene. Vedendole scorrere davanti ai propri occhi è immediatamente inevitabile provare ad immaginare le storie che possono nascondere, ma questo esercizio si interrompe presto, non appena si comprende la sua inutilità, dal momento che ogni foto nasconde un significato assolutamente imperscrutabile.

una foto difficile da tenere e impossibile da interpretare sul blog Too Hard To Keep di Jason LazerusQuello che le unisce è infatti una profonda verità, talmente invadente da non lasciare spazio al protagonismo e talmente profonda da chiedere rispetto. Questo è l’aspetto che più mi colpisce – e convince – di Too Hard To Keep, e forse quello che mi lascia pensare che il senso dell’esperimento consista davvero nel fornire un ”servizio”, al di là degli evidenti intenti artistici dell’autore: le foto vengono inviate, archiviate, e pubblicate, ma la scelta di Jason Lazarus di non aggiungere nessuna parola di spiegazione (e di non riportarla nemmeno quando ne viene messo a conoscenza) riesce a spegnere il rischio di voyeurismo incorporato in uno spettacolo così delicato, e a non trasformarlo in un morboso reality show digitale. Il valore di ogni foto diventa – al contrario – proprio il suo non detto, che si fa persino più simbolico quando i proprietari delle immagini chiedono di non mostrarle, ma di limitarsi a custodirle, lasciando nel blog soltanto il segnaposto bianco del retro della fotografia, che paradossalmente riesce a caricarsi di una forza emotiva ancora più intensa.

il retro di una fotografia difficile da tenere pubblicata sul blog Too Hard To Keep di Jason LazarusToo Hard to Keep non vive solo sul web: le foto raccolte sul blog a volte escono dai loro repository per raccontare le proprie storie attraverso le installazioni con cui vengono periodicamente esposte al pubblico, come Not the Way You Remembered, aperta fino al 14 agosto 2011 al Queens Museum of Art di New York, che esplora proprio il rapporto tra gli oggetti ed il significato di cui i ricordi sono riusciti ad investirli.

la prima foto di too hard to keep, il blog di Jason LazarusPer saperne di più:

  • il sito ufficiale di Jason Lazarus dove trovare anche altri suoi progetti (se THTK vi ha interessati allora trovo che anche Nirvana meriti almeno un’occhiata)
  • una interessante intervista a Jason Lazarus
  • Se poi avete anche voi in un cassetto qualcosa di troppo difficile da conservare, allora l’indirizzo per inviare a THTK le vostre foto è:
    Jason Lazarus – 810 n Wood, 3f – Chicago, IL 60622
  • per inviare invece fotografie in formato digitale l’indirizzo email è toohardtokeep@gmail.com
Francesco Catalano

Marketing manager per passione, interior designer per natura, blogger e autore per destino, vive tra un villaggio nel sud della Francia e l’Emilia Romagna. Direttore Marketing e Comunicazione di Novoceram, la più antica manifattura ceramica francese, studioso di marketing esperienziale e autore del primo libro sui Temporary Store. Accanto all’attività manageriale, svolge anche quella di interior designer nel suo studio dove applica i principi del marketing esperienziale alla progettazione di interni residenziali e commerciali. I suoi progetti hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra cui la prestigiosa Etoile dell’Observeur du Design.
www.francescocatalano.it

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